Progetto per il Restauro Orologio da Torre

Progetto per il restauro dell’ orologio da torre della Chiesa San Giovanni Battista a Sacrofano – Parco di Veio



(Prima fase)
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Sant’Agostino: “tempus distensio animi…” Il tempo è la dilatazione dello spirito

Servizio fotografico e preanalisi tecnica relativa
A cura dell’Orologiaio Raggi

Maggio 2010
Il tempo è la dilatazione dello spirito, perché il tempo appartiene al soffio del nostro essere, dell’anima, appunto, alla coralità e comunanza dell’esistenza. Le pietre del centro storico, ricordano lo scorrere del tempo e costituiscono una degna cornice per la “macchina del tempo che sfida il tempo”, perché non si può costruire un futuro senza le fondamenta del passato. Auguriamoci che si sveglino le coscienze della gente e del Amministrazione Comunale per l’applicazione e la salvaguardia dei vincoli in modo da poter rivalutare un passato fiabesco, segno tangibile di storia, cultura e qualità di vita, dalla fiaba del “Palio della Stella”: “…Tanti anni fa, ai tempi delle crociate c’era un cavaliere di nome Desiderio. …Tornava a Roma dalla Terra Santa… si intravvedeva l’antico paese di Sacrofano. Desiderio vedendo quei tetti rossi, dominati dal campanile della chiesa di S. Giovanni, vide quasi una copia fedele di Betlemme….” e il suono delle campane dell’orologio silenti da tanto tempo tornò di nuovo a scandire il tempo nell’antico paese di Sacrofano.

La chiesa di San Giovanni Battista, risale al XII secolo e restaurata una prima volta nel XV secolo, occupa parzialmente una delle torri delle fortificazioni; conserva opere e decorazioni di scuola romana cinquecentesca e nel suo complesso è costituito esternamente dalla presenza del Campanile, costruito in blocchi di tufo a due ordini di bifore con colonnina centrale e cornici in laterizi con mensole marmoree, risalente al XIV secolo.

La torre dell’orologio è sottoposta a tutela della legge 1089 del 1 giugno 1939.

Il movimento dell’orologio si presenta in un pessimo stato di conservazione a causa della ruggine e di altri fattori ambientali, ma intanto ci permette di individuare qualche elemento.

Le dimensioni 120cm x 50cm x 70cm, indicano un volume molto inferiore ai 2m³ dei primi orologi meccanici costruiti dall’uomo e risalenti al XIII secolo. Inoltre possiamo descrivere le caratteristiche visibili nello stato attuale:

• Orologio con basamento in ghisa lavorato con rilievi colorati come decoro, di dimensioni 120cm x 50cm e con quadrante spia.
• La fonte d’energia e ricavata a mezzo pesi (per i quali non è stato possibile stabilire l’entità e regolarità a causa del posizionamento).
• L’accumulo d’energia viene depositato su tre tamburi muniti di cric per il rilascio graduale dei pesi.
• La trasmissione d’energia avviene tramite tre treni di ruote:
– il treno del tempo, quello
– della suoneria dei quarti e
– il treno della suoneria delle ore,
demoltiplicandosi fino all’affissione del tempo con le lancette e il segnale delle ore e dei quarti tramite le campane. Anche in questo caso non è stato possibile poter sviluppare l’equazione temporale a causa dello stato di copertura da materiale estraneo depositato nella maggior parte dei elementi dentati.

• La trasmissione di suoneria delle ore e regolata da un freno dinamico a ventole variabili, cosi come la suoneria dei quarti; sono spartiti da cremagliere di diversa dentatura con azionamento a chiocciole.
• Lo scappamento è di tipo a caviglie di Amant, il più usato in Francia, Germania e Italia a partire dal XVIII secolo fino addirittura ai primi anni del XX secolo.
• L’organo regolatore è a sospensione metallica con giunto d’attacco all’asta della lente (pendolo)
• La riserva di marcia è di circa 24h a regime pieno salvo verifica del calibro (equazione degli ingranaggi), ciò indica che esisteva la figura del “temperatore”.

Non e stato possibile rilevare incisioni particolari sulle superfici, in modo da poter dare una paternità certa al movimento, con gli elementi a disposizione possiamo solo affermare che si tratti di una produzione di fine 800 e primi 900 tedesca, francese o italiana.

Nel meccanismo dell’orologio, a contatto con aria umida o acqua si forma della ruggine. L’umidità con i sali in esso disciolto e con l’ossigeno dell’aria, a contatto con il metallo del meccanismo danno inizio al processo di corrosione. La ruggine, un deposito bruno-rossiccio non è altro che ossido di ferro, che si forma sulla superficie che si sgretola scoprendo la parte sottostante che è nuovamente esposta all’arrugginimento (composto di idrossido, di ossido e di carbonato di ferro) fino alla distruzione totale del metallo. La corrosione è più o meno accelerata a secondo:

1. La concentrazione dell’umidità dell’aria;
2. Secondo le sostanze a contatto con i metalli (acqua piovana, guano di volatili = acido);
3. Contatto tra due tipi di metalli differenti.

All’interno dell’orologio in questione, troviamo la combinazione di tutte le cause sopraelencate con l’inevitabile conseguenza dell’accelerazione del processo di decomposizione.

Relazione tecnica relativa allo stato attuale
L’orologio, come mostra la foto 1, è grippato a causa della mancata manutenzione prima, poi del sopraggiunto ossido e della ruggine, che ha colpito ogni singola parte.

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Foto 1

Come si può costatare dalla foto 2, la ruggine ha aggredito il metallo dei pignoni e dei piani dentati con la conseguenza del blocco totale del motore.

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Foto 2 Particolare di un pignone e ruota dentata

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Foto 3 Parte anteriore del mozzo delle lancette

Dalle foto 3, 4 e 5 è bloccata anche la meccanica di collegamento del motore al quadrante e alle campane.
Le foto mostrano chiaramente lo stato dell’orologio.

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Foto 4 e 5

E’ sicuramente possibile e doveroso riportare quest’orologio alle condizioni originarie d’estetica e di funzionalità, in conformità alle regole del restauro in orologeria.

Questo perché si tratta di un orologio storico, del quale la conoscenza sarà approfondita con il progresso dei lavori di restauro e le analisi successive atte alla datazione e l’origine del meccanismo e saranno messe a disposizione dell’Amministrazione Comunale con il libro del restauro.

Il restauro dell’orologio può essere programmato in seno al restauro della torre oppure in modo separato, previa presa visione e con la collaborazione dell’architetto restauratore, sulle condizioni reali dei supporti e gli eventuali accorgimenti per la messa in sicurezza.
Le fasi di sviluppo del lavoro passano, naturalmente, dalle norme di spostamento allo studio del preventivo per il restauro, previo accertamento di quanto e come l’ossidazione abbia compromesso i materiali.
Un preventivo attendibile e vicino alla realtà sarà possibile farlo solo dopo attente analisi di laboratorio e i consulti con gli specialisti di settore.
In questa fase si possono programmare solo i costi di disposizione a terra, trasporto, sistemazione in laboratorio e assicurazione. Resta inteso che durante la fase di dislocamento daremmo assistenza alle operazioni, previa autorizzazione a procedere per il preventivo del lavoro di restauro.

Il Direttore tecnico
Alessandro Raggi



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